ma a chi può interessare tutto quello che non ho da dire e provo a dire comunque? 

sono diventata un recipiente vuoto, qualcuno ha tolto il tappo e tutto ciò che era dentro si è consumato/versato/sciolto.

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sjhsavbuyrgeuyhg

CHE STRESS. 

VOGLIO PARTIRE.

VOGLIO LE FERIE.

intanto il 31 giugno me ne vado in un agriturismo.

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il sangue senza te

Mi guardavi mentre ti incamminavi verso la mia twingo verde datata 1993, mi sorridevi e mettevi la lingua in mezzo ai tuoi denti bianchi come mandorle. Mi davi un bacio sulla bocca, e mentre guidavo mi accarezzavi dietro alla testa, le tue dita si infilavano morbide tra i miei capelli, e c’ era il mondo in mezzo alle tue dita. Sono stata a Civitavecchia per due settimane, e non c’ è stata via, strada, sasso, albero che non mi parlasse di te, della tua pelle da “negro”, come ti chiamavano i tuoi amici, della tua risata. L’ amore che ho dentro a volte esplode, come una bomba, la sua miccia viaggia lentamente, le scintille brillano, ed ecco che lo scoppio investe tutto il mio corpo, ogni pensiero, tu ritorni sempre, in un modo o nell’ altro torni qui da me, tra le mie braccia, tra le mie mani. Mi manchi tantissimo Alessandro, mi manchi immensamente, soprattutto in questi giorni in cui la mia ferita veniva aperta da qualsiasi ricordo: una panchina, il nogozio della Levi’s dove entravamo sempre senza comprare niente, il mare, il porto, l’ odore di te che è nel vento di quella città. Mi sei rimasto sotto le palpebre, scivoli quando chiudo gli occhi, e provo a pensare a dove andarti a cercare, ma non c’è mai una risposta vera, sono passati tre anni cazzo, ed io ancora non riesco a stare perfettamente bene, ancora non riesco ad accettare la tua morte senza pormi domande, mi manchi dentro,

 

dentro il sangue.  

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barba gialla. Incontri alle sei del pomeriggio.

Questa città mi fa sentire fottutissimamente sola, ogni volta che passeggio in riva al mare mi rendo conto che vado incontro al mio vuoto interiore. Questa città mi avvolge del suo profumo di salsedine e della malinconia che si porta dietro, non lascia scampo ai miei nodi nello stomaco, mi rattrista questa città con il suo mare ed il suo cielo. Mi avvio verso la stazione, se non sbaglio la linea B è quella che porta a casa mia, prima di salire chiedo all’ autista se il biglietto lo posso fare ancora a bordo, mi dice di sì, e poi mi chiede se so che quella è la linea che va a S.Liborio, gli dico di sì, che sono di qui, lui mi sorride dallo specchietto.  Quell’ autista lo conosco da quando andavo al liceo e prendevo l’ autobus, lui non mi avrà riconosciuta, manchi da un paese per un anno e la gente a volte ti prende per un’ estranea. Mi siedo vicino al finestrino, il caldo ha preso il sopravvento in questo pomeriggio, mi accarezza la testa e mi riscalda il viso, sento salire un po’ di ansia, il mezzo si riempie di giovani, anziani e bambini, un vocio fastidioso mi entra nelle orecchie, prendo le cuffiette dalla borsa, le attacco al telefono e cerco la voce di Alessandro. Metto una sua  canzone, il buco nero nella pancia diventa sempre più grande, voglio starmene seduta lì, con l’ unica cosa che mi rimane di Ale, e cercare di vivere le mie sensazioni senza pensare a quanto male possano farmi. L’ autobus si ferma, salgono due signore sulla settantina e un barbone: barba gialla, capelli lunghi, una busta di plastica tra le mani, unghie nere. Mi guarda e mi chiede se può sedersi davanti a me, gli dico di sì. Le signore iniziano a guardare me e lui, seduti uno di fronte all’ altra, e mi mandano sguardi di compassione, per cosa poi… Barba gialla è lì, mi guarda, io sono davanti a lui e guardo fuori, lascio che la musica rubi ogni mio pensiero. Sento chiamarmi:

“Che musica ascolta?” mi domanda notevolmente  ubriaco. Puzzava di cantina ammuffita.

“Una musica brutta.” Rispondo, e torno a mettermi le cuffie.

Vuole parlare con me. Mi tocca un ginocchio per far sì che lo guardi, con le mani mi fa gesto di togliere le cuffie.

“Senta, ma è matta?”

“Più di te sicuramente.”

“Solo matta poteva essere, una non matta non sentirebbe una musica brutta, comunque ascoltala io non le dico più niente”

“Grazie, è che ho un sacco di cose a cui pensare capisce? Devo ascoltare la musica”

“Non dirò niente. Me ne sto in silenzio.” E con le dita mi fa il gesto de “lo giuro”.

Mi richiama, è più forte di lui.

“Anche io ascoltavo la musica, che musica è la Sua?”

“Musica anni settanta…è bella”

“Okay, okay, non le dico più nulla.”

Gli sorrido, ed infilo solo una cuffietta.

“ Io la musica l’ ascoltavo da giovane, quando pensavo che la vita fosse un gioco.”

“anche io penso sia così a volte”

Mi fissa.

“ No! Non deve pensarla una cosa così, è una cosa brutta da dire! “

“E adesso cosa pensi che sia la vita?”

“Un ammasso di ricordi, brutti ricordi…ma metta le cuffie è meglio, non voglio parlarne”

“Ok”

Non passa nemmeno un minuto che Barba Gialla mi richiama toccandomi con un dito il ginocchio.

“Dimmi” gli dico rassegnata.

“Cinque anni.”

“ Cinque anni?”

“Cinque anni di legione straniera”

Lo guardo in silenzio, fisso i suoi occhi piccoli e gialli e noto che gli si stanno riempiendo di lacrime, il barbone con due dita respinge le lacrime e si fa il segno della croce.

“Signorina ascolti la musica, non ne voglio parlare.” Mi dice con quella voce che solo chi ha un dolore dentro può avere, una voce simile a quella di chi prega.

“Io ascolto la musica ma se mi vuoi dire qualcosa chiamami.”

Mi chiama. Non ho paura, non ho timore di quest’uomo che vuole solo raccontare, ho più paura di queste vecchie che ci guardano e rubano la nostra conversazione con le loro orecchie da pettegole.

“ Non può capire, signorì, le cose che ho visto. Cose brutte! E guardali –mi fa, indicando la gente sul pullman- GUARDALI! Sono tutti morti questi qui sopra! TUTTI! Tutti sfumati come… come la mia sigaretta .”

“Anche io sono morta allora.”

“NO! TU NO!” mi dice urlando “ Tu sei giovane, e intelligente, non sei morta!”

“E come fai a dire che non lo sono? E che sono intelligente?”

“Lo so!”

E se la verità è nei folli e nei bambini, come diceva S. Agostino, posso credergli.

“ Cosa facevi nella legione straniera?”

Ride a metà bocca. Gli occhi sono sempre liquidi e pieni di tristezza, li so riconoscere quegli occhi, e quella diperazione.

“Non glielo posso dire. Non glielo posso dire.” E continua a farsi il segno della croce.

“Ammazzavi la gente?”

“Non posso raccontare, non ce la faccio, non lo deve sapere! Ricordi brutti, ricordi brutti!”

Resto in silenzio, intanto la città che mi rattrista mi passa davanti agli occhi e nemmeno me ne accorgo.

“ Dimmi un ricordo brutto, solo uno, così magari stai meglio”.

Non aspettava altro, credo.

Mi fissa, si avvicina, l’ odore del vino rancido mi divora le narici, ma non mi importa.

“ Deserto algerino.”

“C’eri solo tu, ti eri perso?”

“ No, no, eravamo una pattuglia e ne abbiamo ammazzate venti di persone.” Segno della croce.

“Hai avuto paura?”

Ride, ride forte e mi dice “No, io no, macchè paura!”

“Ce l’ hanno avuta le persone che avete ammazzato?”

Smette di ridere, il suo sguardo mi penetra dentro la pancia.

“Sì, loro avevano paura.”

“E ti sei pentito?”

“Pentito sì, di tutto… ma dovevamo farlo signorì capisce? Do-ve-va-mo! Erano altri tempi quelli, quella era una vita difficile e non come la vita di questi qui che –urla- vanno al mercato a comprare i pomodori e le zucchine. Morti, tutti morti sono, ma tu no! Cose brutte, quante cose brutte.”

“ E ci pensi tutti i giorni alle cose brutte?”

“ Sì, tutti i santissimi giorni. Ora devo scendere, mi prenota la fermata?”

Barba Gialla scende, senza voltarsi, e si porta dietro il deserto e i cinque anni di legione straniera. Io rimango impietrita da questa storia ma il fatto che abbia deciso di raccontarla a me fa sì che smetta di sentirmi sola in questa città che mi offre solo nostalgia e malinconia.  

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un’ infelicità

‎”se nella tua manifestazione vitale di uomo amante non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è un’ infelicità. ” Karl Marx 
Buongiorno.

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zone d’ ombra

“Stanca essere, sentire duole, pensare distrugge…” Fernando Pessoa.

A dire il vero Pessoa mi ha un po’ rotto le palle, ma trovare queste parole schiaffate nel libro che sto leggendo mi ha scosso qualcosa dentro, non so, una specie di voragine che ha aperto un buco all’ interno di me stessa. Io sono un involucro e dentro ho del dolore che a volte esce fuori e si riversa sulle mie occhiaie. Non posso farci niente, bastano sei parole per farmi assaggiare il veleno, per ricordarmi un addio, per ricordare uno strazio, non sono infelice, nè disperata anzi… sono semplicemente cosciente del fatto che dentro me c’è anche buio. Sono serenamente consapevole di quello che sono e di quello che ho, della mia luce e della mia oscurità, ora come ora riesco a vivere tranquillamente le mie zone d’ ombra. Respiro

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EUROCLUB MONDOLIBRI TRUFFA

Via boccea, Roma. Passeggiata tranquilla con mia sorella.

“Ciao posso farvi due domande?”

” ehm, veramente noi…”

” Ultimo libro letto?”

(cazzo, qui si parla di libri non posso non continuare la conversazione, l’ unica cosa che mi piace fare è leggere da quando ho imparato a capire come si usa la punteggiatura)

“Pian della Tortilla di Steinbeck, perchè?”

” Se vi piace leggere io faccio a caso vostro! Volete seguirmi in libreria, avrete una tessera per soci in omaggio, e tanti sconti!”

(fino a qui tutto ok… se si tratta di una tessera e di sconti ben venga no?!)

Entriamo in questa libreria chiamato MONDOLIBRI, mi faccio incantare dal solito odore che emanano i libri, dai colori delle copertine, dagli scaffali pieni zeppi di roba interessante da leggere… mi guardo intorno  e indico a mia sorella i libri che ho letto e mi sento sempre in colpa per non averne letti altri, mi sento in colpa per il semplice fatto che leggo sempre troppo poco, che dovrei impegnarmi di più perchè il mio cervello sta bene solo quando legge, si mette in moto, non se ne va in stasi. Leggo e vivo, ultimamente sono talmente presa da tante cose che non riesco a dedicare nemmeno cinque minuti a questa passione che resterà eterna, e sembra quasi che io viva di meno. Questa tizia continua a parlare di OFFERTE, PROMOZIONI, E COUPON GRATUITI, tra una chiacchiera e l’ altra ci convince a comprare un libro per poi averne uno in regalo ( i libri in regalo erano pietosi, ho scelto l’ unico che mi sembrava decente dal titolo e dalla trama che c’ era scritta nel retrocopertina), io scelgo di comprare I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca, e mia sorella compra Zia Mame di Dennis Patrick, in più scegliamo i due libri in regalo. Prima di andare in cassa la promoter ci fa compilare dei moduli inserendo i nostri dati dicendo che sarebbero serviti per la spedizione della rivista della libreria, arrivate in cassa ci tira fuori un contratto con allegata una tessera, continua a spiegare che con quella tessera avremmo avuto degli sconti entro una certa data, tranquillamente firmiamo e ce ne torniamo a casa. Mi ritengo una ragazza abbastanza intelligente e sono la prima persona che quando le si chiede di firmare qualcosa legge prima di farlo, ma quel giorno mi era sembrata una cosa molto chiara e trasparente e non avrei mai pensato che firmando quel foglio mi sarei potuta trovare di fronte una lettera che dopo quattro mesi mi INVITAVA OBBLIGATORIAMENTE AD ACQUISTARE DEI LIBRI ENTRO UNA DATA DI SCANDENZA! Mi sono detta ” vabbè, non li devo ordinare per forza” ed invece non è così, perchè quei TRUFFATORI DI EUROCLUB MONDOLIBRI mi manderanno a casa “l’ offerta premium” che consiste in un acquisto di DUE LIBRI per 30 euro (da pagare anche a rate- ma rendiamoci conto del ridicolo!) che io NON HO ASSOLUTAMENTE ORDINATO! Letto ciò sono andata su http://www.euroclub.it/euro/adesioni/vetrina.asp per cercare di annullare la mia iscrizione. L’ iscrizione si può annullare solamente dopo dieci giorni dalla firma del contratto, scaduti i dieci giorni si potrà effettuare questa operazione dopo l’ acquisto OBBLIGATORIO di dieci libri entro un anno.  QUESTA SI CHIAMA TRUFFA! Come si fa ad ingannare in questa maniera la gente? Questa società sta campando ai limiti della legalità! Tu firmi un contratto senza che però te lo facciano leggere, o spieghino! Tutti i libri che invieranno io li rimanderò indietro perchè non è accettabile che mi costringano a comprare qualcosa che non voglio! Ho scritto anche alla Federconsumatori per vedere come posso uscire da questo tunnel. Euroclub Mondolibri ha fottuto a due terzi di italiani che amano leggere! Se qualcuno di voi, dopo aver letto questo post, si troverà davanti un tizio o una tizia che vi domanderà :

” Ultima cosa letta?”

vi invito a rispondere così:

” Un post che parla di quanto sia ladra la vostra società!”

Che vadano a farsi fottere, io non pagherò nemmeno un libro!!!!

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